Il destino e la missione sono due sorelle che tenendosi per mano attraversano un cortile abbandonato dal tempo, senza fretta, l'una al passo dell'altra. Nessuno può intraprendere la propria strada se prima non accetta che la vita è molto più sensibile dei nostri stati d'animo.
La vigilanza è la postura di chi non vuole accontentarsi, di chi vuole andare oltre, di chi percepisce che la sua sola esistenza ha un impatto nella vita delle gente. La nostra futile percezione di libertà, di gesti eroici, di desideri sono soltanto quel catrame che appesantisce i nostri passi, perché posare lo sguardo è capire che tutto mi richiede fatica, attesa, noia, servizio non riconosciuto, tempo perso.
La libertà è diventare sé stessi. I gesti eroici sono quelli più nascosti. I desideri veri sono quelli che più ti fanno dubitare per quanto sono necessari. La missione è dove sei con quello che hai, il destino è chi sei con quello che non vuoi.
L'umanità non ha bisogno di illusi, ma di disillusi con un cuore vivo, se tu non comprendi che cosa è l'amore non capirai mai il senso più profondo della spiritualità. Perché l'amore nella sua forma più pura è tensione irrequieta che conduce le persone a non prendersi in giro, a stanarsi, a riconoscersi vulnerabili e quindi totalmente amabili.
L'amore senza un'esperienza di giustizia e senza prostrarsi a baciare la condizione umana rimane altro da te e da me.
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