Un orfano riconosce se sorridi per amore.

Pubblicato il 5 febbraio 2026 alle ore 13:00

"Gli orfani rinunciano a trovare l’uccellino azzurro in questo mondo e, quando si arrendono, un adulto ingerente dipinge di blu le piume di un uccellino bianco e glielo regala dicendo: “Ecco qui l’uccellino azzurro”. È lì che iniziano i problemi. Gli orfani sarebbero contenti di ricevere il vero uccellino bianco. Se l’uccellino è bianco, dateglielo come tale, così come è."  (Paolo Takashi Nagai)

 

Il lato più amaro della vita è quando l’amore viene prodigato come soluzione, come quella strada che uno deve cogliere per realizzare pienamente sé stesso, come quell’antidoto che soltanto aprendo i palmi della mano possiamo ricevere.

La condizione degli orfani o dei bambini abbandonati ci ricorda che la prima esperienza di senso che quest’ultimi ricevono non è l’essere scelti amorevolmente, bensì essere allontanati, rifiutati, sentire al fondo della propria anima un peso che irrimediabilmente marcisce ogni giorno di più. 

Il dramma di un orfano non è soltanto il trauma dell’abbandono, ma nel trauma che scaturisce nel sentirsi amati. L’amore per un bambino abbandonato è una scossa di terremoto che lo spinge in una sorta di purgatorio interiore: uno stato di coscienza tra l’odore fetido del rifiuto e il rischio vivo di una ennesima delusione.

L’amore per sua natura delude gli uomini, noi vorremmo essere amati per come concepiamo la vita nella nostra testa, un orfano desidera un amore che non abbia più a che fare con il proprio recente passato, è qui il cortocircuito. L’amore passa dove tu non vuoi.

Un orfano non nasce cattivo, nasce dove l’amore non cresce, le sue giornate sono scandite da nodi in gola, silenzi e singhiozzi trattenuti. Un bambino abbandonato impara in fretta che il bene è come una farfalla passeggera, che dopo essersi posata su di un fiore, passa su di un altro.

Cosa vuole allora un orfano? Un amore che non lo prenda in giro, un amore che resiste, che lo aiuti a camminare con i suoi piedi, che lo spinga a farsi innamorare di sé stesso. L’amore più vivo e vero è quello che cerca un bambino abbandonato sul ciglio della strada: Verità.

 

"Sulla terra bruciata non cresce nulla per settant'anni, dicono. Ma guardate: i bambini giocano tra le rovine, e dove c'è il gioco di un orfano, lì la vita ha già vinto sulla bomba." (Paolo Takashi Nagai).

 

 

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