Il mondo crede che un bambino sia qualcuno da educare, il mondo crede che il bambino sia qualcuno per il futuro, il mondo crede che un bambino sia qualcuno da aspettare, come si aspetta un bus davanti alla fermata, nel mentre lungo la strada svolazzano giornali di chissà quale testata.
Un bambino è quel sogno che tutti almeno una volta nella vita abbiamo fatto: rincorrere nel vuoto il vento lungo la riva di una spiaggia. In quegli attimi nessuno si voleva fermare, nonostante gli schiamazzi di nostra madre. Lo sapete perchè? Perchè la corsa di un bambino attraversa le epoche e sfiora gli dei, perchè correre non è soltanto un mero fattore meccanico ma è il cuore di una vita che non vuole fermarsi alla banalità.
Negli ultimi anni troppo il sangue versato, troppe le stragi che hanno incatenato nel vuoto i sogni di chi stava per disubbidire al mondo degli adulti, un mondo privo di gioia e di visione. In Siria, in Palestina, nello Yemen e così, potrei continuare all'infinito.
Il male che viene versato senza pietà addosso ai neonati, non riguarda soltanto le guerre e l'elenco cronologico di numeri che ogni giorno vengono a galla, il male è non avere la percezione di quello che accade nel mentre viviamo le nostre vite.
La guerra non riguarda lo scontro tra due o più nazioni ma l'incapacità dell'uomo di accorgersi della fragilità e della trepidazione di un cuore puro. Le guerre nascono quando ci si dimentica di come siamo venuti al mondo.
Famiglie che vivono come se, chi hanno messo al mondo, sia di secondo piano rispetto alle solite routine quotidiane. Uomini che strapazzano il cuore di un bambino senza incontrarlo, senza ascoltarlo, senza vederlo. Persone che deridono i sogni confidati con premura di chi sogna la vita in grande. La vita si spegne quando ogni uomo "dribbla" senza pietà gli schiamazzi di un fanciullo.
Che cosa è in fin dei conti un bambino? Sarebbe bello dare una risposta che vada bene per tutte le domande, ma è questo interrogativo che dovrebbe aiutarci a vivere con più serenità. Un bambino è una nonna che spegne la abat-jour dopo un'intensa giornata pensando al proprio nipote che ha umilmente amato.
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