Quello che la gente non vede

Pubblicato il 20 giugno 2025 alle ore 08:53

"La gente combatteva sulla terraferma, noi combattevamo sul mare, e chi potrebbe essere un guerriero più grande, un eroe più grande di noi? Che mettevamo a rischio la nostra vita per salvarci?"

Queste sono state le parole finali che sono comparse sul mio cellulare in modalità Google Traduttore, dopo che un ragazzo poco più che ventenne ha terminato di raccontarmi frammenti della sua storia e del suo viaggio. Un tragitto, ascoltando le sue parole, i suoi sguardi e il suo sorriso, che apparentemente non sembra averlo troppo scosso, come se tutti quei mesi lontani dalla propria famiglia e su di un gommone fossero stati una normalità che aveva messo in conto nel suo navigare verso un futuro che possa riconoscerlo come figlio ritrovato e amato.

Sembra sereno nel raccontarsi, ma è una serenità che non appartiene appieno al cuore di noi giovani adulti: ha una serenità che sa di rivoluzione, un cambiamento interiore che ha come punto d'appoggio la mia presenza. Il mio essere davanti a lui, il mio ascolto proattivo è come se gli facesse rivivere quel viaggio con dettagli poetici e fiabeschi che non aveva considerato prima. È come se in me vedesse il riflesso di un'esperienza che, seppur traumatica, potrebbe essere, a distanza di tempo, l'inizio di un modo nuovo di stare al mondo, di respirare ad animo sereno verso ciò che il cuore gli indica come vero.

Non vuole condannare la sua storia, ma non vuole nemmeno vederla con sguardo profetico. Non desidera fermare il male, gli orrori, l'indifferenza: desidera solo vivere la vita come uno dei tanti che l'hanno abitata. Ma vivere non coincide minimamente nel rincorrere una leggerezza banale, bensì nell'avere criterio nel saper scegliere ciò che ti fa vivere senza che tu ti preoccupi di te stesso. Perché, di per sé, è proprio la diversità che inala la gioia e purifica l'essere. Tu sei chiamato a vivere dove ti trovi ora.

Nonostante i timori del viaggio della sua permanenza in Libia, nonostante i pensieri accumulati, rimane convinto che non può rinunciare alla sua gioventù. Così, guardandomi, con un inglese non perfetto mi chiede: "Potrei avere dei vestiti come i tuoi? Questi sono vecchi."

 

 

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.